carta-io-studio-4Miur e Poste Pay “giocano” con i dati dei nostri figli

Sei un genitore di uno studente di una scuola italiana?

Ti interesserà sapere che tuo figlio/a ha ricevuto o sta ricevendo la Carta dello Studente, un Badge per essere riconosciuto come studente e usufruire di alcune convenzioni e tariffe agevolate.

Fino a qui nulla di preoccupante, anzi, il progetto di una “carta di identità” dello studente elettronica apre la strada ad iniziative virtuose ed interessanti (accesso ai musei e alla cultura, sconti sui libri, viaggi e trasporti, corsi integrativi etc. etc. ).

I dubbi sorgono quando nel bando si legge che la carta sarà stampata in base ad una gara di sponsorizzazione gratuita. (GU 13/02/2013 n19 5a).

Tradotto: un privato si accolla i costi per la stampa e la distribuire delle carte (previste circa 3,5 milioni) senza ottenere alcun pagamento o rimborso dal MIUR, questo almeno a prima vista. La gara di sponsorizzazione la vince Poste Italia spa.

Ma perché partecipare e accollarsi la spesa di stampare 3,5 milioni di carte (costo unitario inferiore a 0,005 euro, ossia circa 25 mila euro)?

La risposta forse è scritta nelle righe del bando di gara:

la carta sarà integrata con uno strumento di pagamento che nel caso è la carta prepagata ricaricabile PostePay (circuito VISA).

Quindi agli studenti si fornisce non solo un badge che li identifica come studenti ma anche una carta di pagamento di un circuito finanziario proposta da un privato operatore (le Poste sono state privatizzate).

Ma la vera ragione è nelle ultime righe delle specifiche tecniche della gara :

Punto 13 Servizi richiesti

Monitoraggio e Statistiche: “Servizi di monitoraggio e report periodici da fornire al Miur sugli acquisti effettuati dagli studenti…” .

carta-io-studio-3Quindi con meno di 25 mila euro Poste Pay riceverà tutti i dati anagrafici degli studenti italiani con tanto di Codice fiscale, scuola e classe di iscrizione a cui regalerà la propria carta prepagata con un incentivo perchè attivandola potranno godere di certi sconti e da li potranno monitorare i comportamenti di 3,5 milioni di studenti futuri maggiorenni consumatori, valore commerciale dell’operazione di vendita dei dati dei nostri figli: 25mila euro ….

La formale motivazione del progetto, per come si legge nelle pagine del Miur sarebbe questa: educare gli studenti ad usare la moneta elettronica … si dimenticano che per usare la moneta elettronica le famiglie devono ricaricare la carta e non una carta qualsiasi, ma quella di Poste Pay altrimenti non hai accesso agli sconti anche se sei uno studente come tutti gli altri.

E il Miur non vuole restare estraneo alla partita, anche lui vuole i dati … per studiare cosa comprano  gli studenti che studiano ma non si chiede minimamente cosa ci faccia Poste Italia con questi dati …

Quindi riepilogando:

1.) per ricaricare la carta servono i soldi veri e chi ha una famiglia che non può permetterselo o a risorse più limitate non accederà alle agevolazioni … ;

2.) le agevolazioni sono per gli studenti ma accedi alle agevolazioni solo se ricarichi “quella” carta di Poste Pay, nessun altra … ;

L’eguaglianza spiegata dal Miur…

Effetto perverso della mercificazione dei dati, forse inevitabile data la piega che ha preso il mercato, probabilmente il Miur non ha violato alcuna legge dello Stato, ma esiste anche un aspetto etico su cui sarebbe il caso di interrogarsi un po più a fondo e sorprende che sia proprio il Ministero dell’Istruzione e della ricerca a svendere i dati dei nostri figli …

Suggerirei ai nostri esperti del Miur la lettura di questo breve libro scritto da Morozov che spiega i risvolti sociali e politici del vendersi ai signori del silicio:

Grazie della lettura e buona continuazione sperando che qualcun altro inizi a porsi delle domande sulla vicenda che non appare molto lontana dalle gaffe di altre recenti campagne promozionali volute da questo governo   …

A.Lucibello Piani

10/10/2016

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“Io Studio Postepay”. Come il Miur della scuola fa mercato

http://www.helpconsumatori.it/soldi/postepay-agli-studenti-konsumer-italia-pratica-scorretta-a-danno-di-minori/82374

Vivalascuola. “Io Studio Postepay”. Come il Miur della scuola fa mercato

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