Jakobson, Lasswell, regole ancora valide sui social?

Jackobson e poi Lasswell furono i primi a studiare con percorsi sociologici l’analisi degli schemi comunicativi. Dal semplice modello comunicativo matematico di Shannon e Weaver che evidenziava le possibili interferenze fisiche nel trasporto del messaggio passiamo a schemi che ci aiutano a capire l’interazione tra i soggetti comunicanti.

5w

Come si vede nello schema del modello di Jakobson il contesto è un elemento determinante.

Lasswell ci aiuta ulteriormente :

WHO? («Chi?»)

WHAT? («Che cosa?»)

WHICH? («come?»)

WHOM? («a chi?»)

WHAT EFFECT? («effetti?»)

5w 1

In tutti e due i modelli manca un elemento che oggi distingue la comunicazione sui social ma che allora, nei mezzi tecnologici utilizzati, non era tecnicamente possibile: il feedback.

Equivalenza mittente-destinatario

Oggi, come già evidenziato, esiste una sostanziale parità tecnologica tra emittente e destinatario per cui i due ruoli si riassumono, almeno formalmente, in un’unica posizione: soggetto comunicatore. Chi comunica è anche ricevitore, chi riceve può immediatamente rispondere divenendo comunicatore, questo è vero almeno formalmente perché è chiaro che la posizione tra comunicatori non è perfettamente simmetrica, chi possiede più capitale culturale, più capitale economico e soprattutto più capitale simbolico (ad esempio più interazioni) sarà sempre avvantaggiato nell’efficacia della sua comunicazione rispetto a chi ne ha di meno, sia nell’emettere che nel ricevere.

Le 5W aiutano sia a costruire correttamente la struttura del messaggio che a verificare se abbiamo inquadrato correttamente il messaggio inviatoci, cosa sta avvenendo, abbiamo capito chi comunica cosa, con che mezzo, a chi e con quali effetti?

Questi possono essere considerati gli elementi base per costruire una cornice comunicativa, elementi la cui analisi è utile per verificare l’efficienza  della comunicazione attivata ricordandoci di inserire e/o verificare almeno anche il  tempo/spazio e il backfeed.

Un esempio di un errore tipico che si trova frequentemente sui social sono i post che promuovono il tema di un evento senza contestualizzarlo geograficamente (where/what), oppure i commenti in cui si pongono domande ma non si evidenzia a chi (to whom) sono dirette, oppure i commenti riferiti ad un contesto di un certo commento ma non si dice quale!

Errori dovuti al non comprendere che l’Interazione sui social, pur essendo diretta nella percezione, non possiede tutta una serie di elementi contestualizzanti che esprimiamo, ad esempio, con il tono di voce, l’espressione facciale, i movimenti del corpo, non ha un luogo preciso e nemmeno un tempo, riferito all’azione in corso.

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