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Don Chisciotte e il problema della realtà

Il sistema umano ha una particolarità importante di cui non bisogna dimenticarsi, è concepito per elaborare la sua realtà partendo da poche informazioni.

Per sopravvivere nel suo ambiente complesso e vario l’uomo ha sviluppato questa incredibile capacità di completare il quadro delle informazioni mancanti per cui una macchia nel bosco, quando individuata, viene interpretata come una fiera pericolosa.

In pratica la settimana enigmistica non fa altro che stimolare in noi quei processi cognitivi a cui siamo già biologicamente predisposti.

Deduzione, induzione e abduzione sono i tre macro sistemi che guidano le nostre ricostruzione della realtà che ci circonda.

E se nelle prime due, deduzione e induzione, partiamo da due elementi dati, ossia conoscendo la regola e il fatto deduciamo il risultato oppure conoscendo il fatto e il risultato induciamo la regola, nella abduzione dobbiamo abbandonare le regole già apprese, il fatto che abbiamo di fronte non si concilia con il sistema deduttivo e induttivo a noi conosciuto e ci obbliga ad uno sforzo cognitivo importante che ci porta , dopo l’avvio dell’abduzione, alla deduzione e induzione del nuovo binomio regola/fatto o risultato/regola.

Appare quindi importante comprendere che l’abduzione si avvia quando riscontriamo un incompatibilità nel processo cognitivo consolidato, ma questa incompatibilità non può essere solo un eccezione irregolare, deve essere percepita come una regolarità cosi che il percorso di deduzione e induzione sia rivisitato alla luce dei nuovi presupposti. Per far ciò serve, come sostiene Pierce, la regolarità di un fatto irregolare.

Don Chisciotte e il problema della realtà, di Alfred Schutz  è un interessante libello per far capire quanto la realtà sia quella condivisa. Don Chisciotte non partecipa al senso comune, per lui sono codivisibili e reali cose che per Sancho Panza, rappresentante del senso comune, sono solo fantasie. Non sembra di assistere al confronto sui sociale tra i sostenitori dell’esistenza delle scie chimiche con coloro che le considerano fantasie? O agli sfottò dei carnivori verso i vegani? Confronto che in realtà non c’è, perchè non c’è alcuna comunicazione, nulla viene condiviso e non si entra neanche in contatto.

Serve, aggiungiamo noi, che la regolarità del fatto irregolare non venga minimizzata creando una dissonanza cognitiva rispetto alle attese dell’interprete suggerendo, almeno vagamente, una lettura alternativa dei fatti.dissonanza-cognitiva

Se immaginiamo di essere all’interno di una pagina o di un gruppo facebook e proviamo a mettere in atto quando sopra, ci accorgeremo ben presto della presenza di una forza centrifuga del social che porta a considerare le differenze come irregolarità da espellere (soprattutto minimizzandole) e che mette in evidenza le regolarità previste.

Nella fortunata ipotesi che si fosse riusciti a stimolare una lettura alternativa si incontra un problema legato allo spazio, la pagina ha una titolo che porta in se stesso una certa posizione, un post che iniziasse a contestare questa posizione sarebbe percepito come un post “non idoneo” , i partecipanti alla discussione si troverebbero più spesso a dover spiegare il proprio comportamento che il proprio ragionamento e il percorso appena avviato verrebbe velocemente riportato alla normalità dalla forza centrifuga insita nella grammatica della pagina.

Come fare allora?

Allo stato attuale non credo ci possano essere altre strade che usare le stesse regole contro cui ci troviamo a combattere: usiamo la forza centrifuga delle pagine stesse per conquistare internauti. Prima di tutto seguire la corrente, inutile percorrere strade faticose contro corrente per attivare interazioni impossibili.

Diamo una chiara definizione al nostro messaggio, contestualizziamolo con modalità simboliche chiaramente percepibili e compatibili con chi pensiamo sia più simile a noi (o al messaggio che inviamo) e orientiamoci , come primo passo con il vecchio detto “chi si assomiglia si piglia”. download (28)

Se invece abbiamo tempo da dedicare ad operazioni disperate e siamo disposti a nuotare controcorrente vogliamo addentarci alla conquista di territori sostanzialmente nemici allora teniamo ben a mente che non appena siamo riusciti ad interfacciarci con il nostro target, esso non ha il nostro codice e per convincerlo che esiste un diverso punto di vista non glielo si può spiattellare immediatamente ma serve fare in modo che possa condividere alcuni dei presupposti per arrivare alla conclusione da noi sperata.

Tra i due casi c’è un immensa prateria riferibile a coloro che non hanno ancora mostrato un idea certa, quelli che alle elezioni si astengono. Questi, se a prima vista sembrano più facili da conquistare rispetto a coloro che un idea la esprimono , in realtà sono molto più complessi dato che , il non esprimersi, comporta il non fornire dati e quindi una minor contestualizzazione del personaggio.  L’approccio a costoro necessita di un atteggiamento molto più random dato che le variabili, le differenze, sono ancor più presenti.

One Comment

  1. Comunicare tramite social può generare qualcosa di nuovo o sui social ci si relaziona solo con ambienti e idee conosciute e rassicuranti?

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